Video Gallery

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In questa sezione è possibile vedere ed eventualmente scaricare due brevi filmati che visualizzano come l’esecuzione di un’infiltrazione prostatica agisca direttamente dentro la prostata ottenendo l’esplosione e la sterilizzazione, impossibile con qualsiasi altra terapia, delle eventuali zone calcifiche di prostatite cronica, che impediscono, in taluni casi, la completa eradicazione della malattia.

Nella fase iniziale dei filmati viene indicata con una freccia la calcificazione bersaglio (target), dove verrà effettuata l’infiltrazione. Si vedrà poi comparire l’ago (needle) e quando il liquido iniettato (injection), raggiungerà la pressione critica all’interno della calcificazione, si assisterà all’esplosione (explosion), della stessa.

Infiltrazioni Intraprostatiche

TUIP

Moltissimi pazienti a cui è già stata diagnosticata una prostatite, arrivano alla nostra  osservazione lamentando in realtà solo sintomi urinari quali nicturia (alzarsi di notte), pollachiuria (minzione diurna frequente), urgenza minzionale, dolori durante la minzione (soprattutto all’inizio e alla fine) e sgocciolio. Molto spesso in questi casi, lo studio  della minzione con fase ecografica minzionale, documenta, senza bisogno di altre indagini invasive, la presenza di una sclerosi del collo della vescica. Nel filmato è presentato un tipico intervento e sono spiegate “step by step” le fasi salienti dello stesso

TURP in prostatite cronica

Il paziente, che lamentava sintomi prostatitici, era stato operato di TURP a Praga nel luglio 2010. Dopo l’intervento aveva dimostrato un miglioramento molto modesto, fino al Dicembre 2010, quando improvvisamente era  intervenuta una febbre urosettica che aveva necessitato di cateterizzazione e ricovero per 7 gg.Da allora pur essendo stato meglio, non si era mai ristabilito. Gli esami batteriologici documentavano urine e sperma sterili. L’eco transrettale evidenziava una prostata infiammata e lo studio dei flussi ematici con colordoppler, documentava a sinistra una vascolarizzazione notevolmente aumentata. Si evidenziava inoltre residuo di adenoma aggettante nell’uretra. Per tali motivi si procedeva a nuova TURP con ansa bipolare (vedi filmato).

FILMATO: Uretra e vescica molto iperemiche con qualche petecchia emorragica. Irregolarità della loggia prostatica con modesta ostruzione residua. Il filmato fa vedere come  durante la resezione si liberino enormi quantità di pus dai piani sottostanti. Solo una resezione portata in ogni quadrante fino al piano capsulare ha permesso di eliminare tutto il pus presente.

CONSIDERAZIONI: Il precedente intervento di per se stesso era stato eseguito in maniera abbastanza corretta. Probabilmente però non si era data molta importanza all’infezione presente nel contesto ghiandolare, che dopo l’intervento stesso si era accresciuta sino a coinvolgere tutto l’organo.

TURP con ansa a bottone

Questi due video, dei quali il primo è la presentazione da parte della OLYMPUS* di questa nuova metodica di esecuzione di ablazione del parenchima prostatico iperplasico (la c.d. Ipertrofia Prostatica Benigna o IPB), mostrano come opera la nuova ansa “a bottone”.

Tale ansa è costituita da due elettrodi bipolari posti vicinissimi e surmontati da una calotta metallica e così come per la TURP con elettrodo bipolare, la resezione si esegue con soluzione salina ed è esente dalla possibile temibile “sindrome da TURP” che  può presentarsi nelle TURP con anse convenzionali.

Rispetto però alle pur efficacissime anse bipolari (da noi usate negli altri filmati), l’ansa a bottone permette una ablazione del tessuto prostatico completamente esangue con deospedalizzazione del paziente nelle successive 24 ore. A nostro parere questa metodica può egregiamente sostituire la resezione laser, rispetto alla quale, la sindrome postoperatoria  “urgenza/frequenza”, si presenta in un numero considerevolmente inferiore di casi.

Mega TURP

Questo video serve a dimostrare come con l’utilizzo delle nuove anse da resezione bipolari ed altri accorgimenti, si possano eseguire in tutta tranquillità e sicurezza, resezioni endoscopiche di adenomi prostatici con volumi molto grossi che fino ad oggi consigliavano l’esecuzione di intervento di rimozione a cielo aperto.

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