
Valori del PSA nei limiti della norma. Escludono sempre la presenza di un cancro della prostata?
La risposta immediata a questa domanda è purtroppo NO.
Naturalmente avere valori di PSA nei limiti della norma è senz’altro un segnale positivo e riduce significativamente la probabilità di un tumore della prostata clinicamente rilevante. E nella maggior parte dei casi, questo permette di stare tranquilli. Detto questo, è importante sapere alcune cose, senza allarmismi.
Avere valori di PSA entro i limiti della norma non esclude automaticamente la possibilità di avere un cancro della prostata.
Punti chiave dell’articolo:
- Valori di PSA normali non escludono sempre la presenza di un cancro della prostata, ma riducono statisticamente il rischio di una diagnosi di cancro
- Il PSA è un indicatore di rischio, non un test diagnostico definitivo, e può essere legato o libero nel sangue.
- Valori alti di PSA libero generalmente indicano condizioni benigne, mentre valori bassi aumentano il sospetto di carcinoma prostatico.
- L’abbassamento della soglia del PSA normale da 4 a 3 ng/ml aiuta a rilevare tumori più precocemente.
- Il monitoraggio del PSA è cruciale, soprattutto nei soggetti sopra i 50 anni e in base alla velocità di aumento dei valori.
Indice
- Valori del PSA nei limiti della norma. Escludono sempre la presenza di un cancro della prostata?
- Che cosa è il PSA
- A cosa serve il PSA
- Il PSA Totale
- Il PSA libero
- Interpretazione di un PSA totale alto
- Storia del PSA
- Alla conclusione di questo articolo allora possiamo affermare che un valore del PSA nei limiti della norma non serva più a nulla??
- Indicazione conclusiva: Il dosaggio del PSA è tuttora fondamentale nello screening del cancro della prostata. Ma non fermiamoci soddisfatti se il dosaggio rimane una tantum nei limiti della norma!!!!!
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Che cosa è il PSA

Il PSA (Antigene Prostatico Specifico) è un indicatore di rischio, non un test diagnostico definitivo
Il PSA è un enzima (una proteasi). E’ prodotto quasi esclusivamente dalla prostata, in particolare dalle cellule epiteliali della ghiandola e specificamente sia da cellule sane che da cellule con processi infiammatori o cancerosi in atto.
Nel sangue può:
- legarsi a proteine (soprattutto α1-antichimotripsina), se prodotto da cellule alterate (infiammazioni, traumi, cancri), perchè la sua struttura permette alla proteina di agganciarsi.
- oppure rimanere libero
Punto importante per stare tranquilli:
Il PSA non è prodotto solo dal cancro, ma soprattutto dalla prostata normale. Per questo un valore alterato non significa automaticamente tumore, mentre un valore normale è un buon segnale, pur con le limitazioni illustrate più avanti.
A cosa serve il PSA

- Fa parte del liquido seminale
- Serve a rendere lo sperma più fluido, facilitando la motilità degli spermatozoi
Perché lo troviamo nel sangue
Normalmente solo piccole quantità di PSA passano nel sangue.
I valori possono aumentare quando la prostata:
- è ingrossata (ipertrofia prostatica benigna)
- è infiammata o infetta (prostatite)
- è stimolata (eiaculazione recente, visita urologica, ecografia transrettale)
- oppure, in presenza di tumore
I valori del PSA che più comunemente sono usati sono tre e cioè il PSA totale, il PSA libero e il rapporto PSA totale/PSA libero
Il PSA Totale
È la somma di tutto il PSA presente nel sangue e comprende:
- PSA libero (non legato a proteine)
- PSA legato a proteine del sangue
👉 È il valore che di solito si guarda per primo nello screening.
Il PSA libero
È la quota di PSA che circola “libera”, cioè non legata alle proteine.
Più alto è il valore del PSA libero rispetto al PSA totale più tranquillizzante è l’esame.
Ma perché il PSA libero è considerato “buono”?
Il PSA libero invece in genere è inattivo o parzialmente inattivo oppure è una forma strutturalmente modificata (tagliata, ripiegata diversamente)
Queste modifiche fanno sì che:
👉 il sito di legame non sia più accessibile,
👉 quindi le proteine plasmatiche non riescano ad attaccarsi.
Interpretazione di un PSA totale alto

👉 Un PSA libero alto (≥ 25%)
➜ è più spesso associato a condizioni benigne
➜ situazione generalmente rassicurante
👉 Un PSA libero basso (< 10–18%)
➜ aumenta il sospetto di tumore prostatico
➜ richiede approfondimenti
Storia del PSA
L’uso del PSA (antigene prostatico specifico) come marcatore del tumore della prostata è il risultato di un percorso graduale, non di una scoperta “tutta in una volta”.
In breve la cronologia:
- Anni ’70 – Il PSA viene isolato e caratterizzato per la prima volta come proteina prodotta dalla prostata. In questa fase è soprattutto una scoperta di laboratorio.
- Inizio–metà anni ’80 – Si capisce che i livelli di PSA nel sangue aumentano spesso negli uomini con carcinoma prostatico, e iniziano i primi studi clinici.
- 1986 – Il PSA viene ufficialmente approvato per monitorare l’andamento del cancro della prostata (per esempio dopo intervento o radioterapia).
- 1987- Stamey TA, Yang N, Hay AR, et al. : Prostate-Specific Antigen as a Serum Marker for Adenocarcinoma of the Prostate( New England Journal of Medicine), conclude che il PSA risultava aumentato nella quasi totalità dei pazienti con carcinoma prostatico di nuova diagnosi e non sottoposti a trattamento (122su127). Inoltre dopo prostatectomia radicale eseguita per carcinoma prostatico, i livelli di PSA diminuivano regolarmente fino a diventare non rilevabili.
A questo punto avere in mano un marcatore tumorale del cancro della prostata era per noi urologi una realtà entusiasmante.. realtà purtroppo inficiata perchè:
- 2004-Ian M Thompson1, Donna K Pauler, et al. con l’articolo :Prevalence of prostate cancer among men with a prostate-specific antigen level < or =4.0 ng/ml concludono che le biopsie preoperatorie hanno non raramente evidenziato cancri della prostata, inclusi quelli di alto grado, in pazienti con PSA di 4.0ng/ml o anche meno
📌 Nota importante:
Questa tabella è tratta dalle Linee Guida EAU per il carcinoma prostatico localizzato, dove si specifica che non esiste una soglia di PSA che escluda completamente un carcinoma e che il rischio è un continuum dipendente dal valore del PSA.
| Intervallo di PSA (ng/mL) | Probabilità di cancro alla prostata (%) | Probabilità di cancro con Gleason > 7 (%) |
| 0,0 – 0,5 | 6,6 % | 0,8 % |
| 0,6 – 1,0 | 10,1 % | 1,0 % |
| 1,1 – 2,0 | 17,0 % | 2,0 % |
| 2,1 – 3,0 | 23,9 % | 4,6 % |
| 3,1 – 4,0 | 26,9 % | 6,7 % |
➡️ Cosa significa questa tabella:
- Anche PSA molto basso (es. ≤ 0,5 ng/ml) può essere associato a un cancro, seppure con bassa probabilità.
- Il rischio aumenta progressivamente con il crescere del PSA, anche all’interno dei valori tradizionalmente considerati nella norma (≤ 4 ng/ml).
- La possibilità di un tumore con Gleason > 7 (altamente aggressivo) cresce, seppure resti relativamente bassa nei range più bassi di PSA.
- In base a tutte queste risultanze, oggi molti Centri più avanzati hanno ristretto il range di valori c.d. normali del PSA, abbassando il valore massimo di normalità da 4 a 3 ng/ml. La necessità di questa variazione nasce da evidenze scientifiche solide, non da una scelta arbitraria.
- Molti centri scientifici hanno abbassato il valore soglia del PSA “normale” da 4 a 3 ng/mL perché è emerso che una quota non trascurabile di carcinomi prostatici clinicamente significativi è presente già sotto i 4 ng/mL. Studi prospettici di grandi dimensioni hanno dimostrato che il rischio di cancro della prostata non è dicotomico, ma aumenta in modo continuo con il PSA, senza una soglia netta al di sotto della quale il rischio sia nullo. In particolare, nella fascia 3–4 ng/ml è stata osservata una prevalenza significativa di tumori, inclusi alcuni ad alto grado.
- L’abbassamento della soglia a 3 ng/ml ha quindi l’obiettivo di aumentare la sensibilità dello screening, intercettando tumori potenzialmente rilevanti in una fase più precoce, quando le opzioni terapeutiche sono meno invasive e più efficaci. Questo approccio è risultato particolarmente utile negli uomini più giovani, con prostata di volume ridotto, nei quali un PSA di 3 ng/ml può essere biologicamente più sospetto rispetto a soggetti anziani con prostata voluminosa.
Alla conclusione di questo articolo allora possiamo affermare che un valore del PSA nei limiti della norma non serva più a nulla??
Assolutamente no. Il dosaggio del PSA rimane per noi urologi un formidabile aiuto nello screening del tumore della prostata ma con regole, rispetto al passato, oggi ben precise:
- Nel soggetto giovane (>50 anni) valori di PSA che si avvicinino ai 3ng/ml sono da monitorare con estrema attenzione
- In tutti i pazienti il valore del PSA totale non deve aumentare più di 0.75ng/ml per anno.
- Bisogna sempre tener conto della velocità di aumento di questo valore
- Bisogna sempre fare attenzione al rapporto PSA totale/PSA libero che deve sempre essere superiore a 0.18
- Ulteriore contributo viene dal valore del c.d. PSA density. Questo valore si ottiene dal rapporto fra PSA totale / peso della prostata e deve rimanere sotto 0.15
Indicazione conclusiva: Il dosaggio del PSA è tuttora fondamentale nello screening del cancro della prostata. Ma non fermiamoci soddisfatti se il dosaggio rimane una tantum nei limiti della norma!!!!!

