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Carlo Zuccari

I sintomi dovuti alle prostatiti croniche possono essere raggruppati in quattro categorie, presenti sia isolatamente che spesso in drammatica associazione:

Sintomi dolorosi
Sintomi urinari
Sintomi della sfera sessuale
Sintomi della sfera riproduttiva


Sono,di solito, quelli più immediatamente rilevabili e che con più facilità dovrebbero portare l’urologo esperto alla diagnosi di prostatite. Alcuni sono senza dubbio patognomonici, quali l'associazione di dolenzia testicolare mono o bilaterale, pesantezza dolorosa del perineo fino alla sensazione occasionale di trafittura bruciante e senso di corpo estraneo nell’ano o nell’ampolla rettale.
Altri meno frequenti, ma altrettanto significativi, sono il fastidio inguinale mono o bilaterale con il senso di "slip stretto", la pesantezza sovrapubica, il dolore gluteo o alla base della colonna lombo-sacrale. Talvolta si può accusare dolore, bruciore o fastidiosa ipersensibilità all'interno di una o di entrambe le cosce, con irradiazione al perineo.
Tutti questi sintomi si spiegano come la proiezione metamerica cutanea dell’infiammazione della prostata.
Un significato a parte riveste la sensazione di bruciore sulla punta del pene all’inizio o/e alla fine della minzione o durante l’ejaculazione. La punta del pene può essere infatti considerata la proiezione esterna del collo vescicale, che, qualora infiammato, reagisce con il dolore, allo stiramento al momento della sua apertura o chiusura, durante la minzione o l'ejaculazione.
Qualora il dolore od il bruciore si presentino in maniera continuativa e siano avvertibili lungo tutta la porzione inferiore del pene, devono essere piu' propriamente riferiti a situazione di uretrite acuta, complicante o meno la prostatite. Un sintomo che ci è stato ripetutamente riferito (e che probabilmente può essere spiegato solamente riferendoci ai canali dell'agopuntura), è un prurito/bruciore localizzato alla pianta del piede(di solito sinistro) e che compare soprattutto durante la minzione o l'ejaculazione. 


Tutti i sintomi suddescritti possono sia migliorare che peggiorare dopo un’ ejaculazione o una defecazione, o non risentirne affatto; spesso invece, risentono o talora si riaffacciano ciclicamente nei passaggi stagionali, soprattutto dall'autunno all’inverno e dall'inverno alla primavera.



In questo gruppo di sintomi, ciò che fa distinguere un paziente affetto da prostatite da uno affetto da ipertrofia prostatica benigna è esclusivamente il tempo dell'insorgenza, nell'età giovanile nel primo caso e in quella avanzata nel secondo.
Infatti il bisogno di urinare spesso, in scarsa quantità (pollachiuria), il bisogno della minzione notturna (nicturia), l’esitazione all’inizio della minzione e lo sgradevolissimo sgocciolio finale, sono presumibilmente in ambedue i tipi di pazienti collegate all’iperattività del muscolo vescicale, che reagisce all'ostruzione, su base infiammatoria nel primo caso e su base ostruttiva nel secondo. Nei giovani, come già ricordato, talvolta si può ritrovare una situazione ostruttiva conseguente alla rigidità del collo vescicale su base congenità o postinfiammatoria, denominata sclerosi o disectasia del collo vescicale.


 

Si presentano di solito in pazienti con una lunga storia di prostatite alle spalle e sono dal punto di vista medico i più difficili da risolvere per la talvolta contemporanea sovrapposizione di problematiche psicologiche quali l’ansia prestazionale, il bisogno di difendere il concetto di se stessi rispetto ad una prestazione sessuale deludente, ecc.
I più frequenti sono l’ejaculazione precoce, la presenza di sangue nello sperma (emospermia) e i disturbi del desiderio sessuale e dell’ erezione. I primi due sono i sintomi più facilmente spiegabili e risolvibili (naturalmente se dipendono dalla prostatite). In un nostro studio su 115 pazienti affetti da prostatite cronica (1994), abbiamo potuto constatare come in presenza di ejaculazione precoce erano spesso rilevabili con l’ecografia una o più formazioni fibro-calcifiche in prossimità del veru montanum, che come sappiamo, prende parte in maniera rilevantissima alla regolazione temporale dell’orgasmo. Nel caso di emospermia è invece frequente la rilevazione di calcoli nei dotti ejaculatori.
La diminuzione della libido, fino alla totale scomparsa di interesse sessuale, associata o meno alla capacita' di raggiungere l'orgasmo (anorgasmia), sono problematiche spesso drammaticamente presenti e che, nella nostra esperienza richiedono sempre un inquadramento psicologico del paziente. In presenza di questi sintomi, specie se insorti in età precoce, noi ci avvaliamo sempre della collaborazione di psicoterapeuti sessuali.

Discorso a parte meritano le alterazioni dell'erezione e della sensibilità del pene, che vengono spesso riferite in corso di prostatite. Noi siamo a conoscenza che tali funzioni (erettile e sensitiva), oltre ad essere tra loro strettamente interconnesse, dipendono dai nervi erigendi che decorrono nella porzione dorso laterale della capsula prostatica. Un'edema prostatico cronico può provocare una cronica compressione su questi fasci nervosi, ed essere alla base della disfunzione erettile.


Come abbiamo accennato precedentemente, il liquido secreto dalla prostata ha fra le sue funzioni, quella di dare energia e nutrimento agli spermatozoi dopo l’ejaculazione, nel loro viaggio verso l’ovulo.
Ma se questo liquido prostatico è alterato o sporco (presenza di sangue) per una situazione infiammatoria, come conseguenza gli spermatozoi potranno essere poco mobili (astenospermia), fino ad arrestarsi completamente e la loro vita sarà piu breve. Potranno inoltre presentare vistose malformazioni (tipicamente della testa in presenza di Chlamydia Tracomatis). Se inoltre coesiste un interessamento infiammatorio o compressivo sui dotti eiaculatori, lo sperma oltre ad essere quantitativamente povero di spermatozoi (oligospermia), potrà essere ejaculato con poca forza in vagina, con conseguente difficoltà nel superamento del muco cervicale femminile.
L’eventuale interessamento infiammatorio delle vescicole seminali, naturalmente renderà questi sintomi ancora più gravi ed evidenti.

ULTIMO AGGIORNAMENTO: 03.13.2007

Prof. Dott. Federico Guercini  MD
Specialista in Urologia