
I sintomi dovuti alle prostatiti croniche
possono essere raggruppati in quattro categorie, presenti sia isolatamente che spesso in
drammatica associazione:
Sintomi dolorosi
Sintomi urinari
Sintomi della sfera sessuale
Sintomi della sfera riproduttiva
Sono,di solito, quelli più immediatamente rilevabili e
che con più facilità dovrebbero portare lurologo esperto alla diagnosi di
prostatite. Alcuni sono senza dubbio patognomonici, quali l'associazione
di dolenzia testicolare mono o
bilaterale, pesantezza dolorosa del perineo fino alla sensazione
occasionale di trafittura bruciante e senso di corpo estraneo nellano o nellampolla
rettale.
Altri meno frequenti, ma altrettanto significativi, sono il fastidio inguinale mono o
bilaterale con il senso di "slip stretto", la pesantezza sovrapubica, il dolore
gluteo o alla base della colonna lombo-sacrale. Talvolta si può
accusare dolore, bruciore o fastidiosa ipersensibilità all'interno di
una o di entrambe le cosce, con irradiazione al perineo.
Tutti questi sintomi si spiegano come la proiezione metamerica cutanea
dellinfiammazione della prostata.
Un significato a parte riveste la sensazione di bruciore sulla punta del pene
allinizio o/e alla fine della minzione o durante lejaculazione. La punta del
pene può essere infatti considerata la proiezione esterna del collo vescicale, che,
qualora infiammato, reagisce con il dolore, allo stiramento al momento
della sua apertura o chiusura, durante la minzione o l'ejaculazione.
Qualora il dolore od il bruciore si presentino in maniera continuativa e siano avvertibili
lungo tutta la porzione inferiore del pene, devono essere piu' propriamente riferiti a
situazione di uretrite acuta, complicante o meno la prostatite. Un sintomo che ci è stato
ripetutamente riferito (e che probabilmente può essere spiegato
solamente riferendoci ai canali dell'agopuntura), è un prurito/bruciore
localizzato alla pianta del piede(di solito sinistro) e che compare
soprattutto durante la minzione o l'ejaculazione.
Tutti i sintomi suddescritti possono sia migliorare che peggiorare dopo un
ejaculazione o una defecazione, o non risentirne affatto; spesso invece, risentono o talora si
riaffacciano ciclicamente nei passaggi stagionali, soprattutto dall'autunno
allinverno e dall'inverno alla primavera.
In questo gruppo di sintomi, ciò che fa distinguere un
paziente affetto da prostatite da uno affetto da ipertrofia prostatica benigna è
esclusivamente il tempo dell'insorgenza, nell'età giovanile nel primo caso
e in quella avanzata nel secondo.
Infatti il bisogno di urinare spesso, in scarsa quantità (pollachiuria), il bisogno della
minzione notturna (nicturia), lesitazione allinizio della minzione e lo
sgradevolissimo sgocciolio finale, sono presumibilmente in ambedue i tipi di pazienti collegate
alliperattività del muscolo vescicale, che reagisce all'ostruzione, su base infiammatoria nel primo caso e su
base ostruttiva nel secondo. Nei giovani, come già ricordato, talvolta si può
ritrovare una situazione ostruttiva conseguente alla rigidità del collo vescicale su base
congenità o postinfiammatoria, denominata sclerosi o
disectasia del collo vescicale.
Si presentano di solito in pazienti con una lunga storia
di prostatite alle spalle e sono dal punto di vista medico i più difficili da risolvere
per la talvolta contemporanea sovrapposizione di problematiche psicologiche quali lansia prestazionale, il
bisogno di difendere il concetto di se stessi rispetto ad una prestazione sessuale
deludente, ecc.
I più frequenti sono lejaculazione precoce, la presenza di sangue nello sperma
(emospermia) e i disturbi del desiderio sessuale e dell erezione. I primi due sono i
sintomi più facilmente spiegabili e risolvibili (naturalmente se dipendono dalla
prostatite). In un nostro studio su 115 pazienti affetti da prostatite cronica (1994),
abbiamo potuto constatare come in presenza di ejaculazione precoce erano
spesso rilevabili
con lecografia una o più formazioni fibro-calcifiche in prossimità del veru montanum, che come sappiamo, prende parte in maniera
rilevantissima alla regolazione temporale dellorgasmo. Nel caso di emospermia è
invece frequente la rilevazione di calcoli nei dotti ejaculatori.
La diminuzione della libido, fino alla totale scomparsa di
interesse sessuale, associata o meno alla capacita' di raggiungere l'orgasmo (anorgasmia),
sono problematiche spesso drammaticamente presenti e che, nella nostra esperienza
richiedono sempre un inquadramento psicologico del paziente. In presenza di questi
sintomi, specie se insorti in età precoce, noi ci avvaliamo sempre della collaborazione
di psicoterapeuti sessuali.
Discorso a parte meritano le
alterazioni dell'erezione e della sensibilità del pene, che vengono
spesso riferite in corso di prostatite. Noi siamo a conoscenza che tali
funzioni (erettile e sensitiva), oltre ad essere tra loro strettamente
interconnesse, dipendono dai nervi erigendi che decorrono nella porzione
dorso laterale della capsula prostatica. Un'edema prostatico cronico
può provocare una cronica compressione su questi fasci nervosi, ed
essere alla base della disfunzione erettile.
Come abbiamo accennato precedentemente, il liquido
secreto dalla prostata ha fra le sue funzioni, quella di dare energia e nutrimento agli
spermatozoi dopo lejaculazione, nel loro viaggio verso lovulo.
Ma se questo liquido prostatico è alterato o sporco (presenza di sangue) per una
situazione infiammatoria, come conseguenza gli spermatozoi potranno essere poco mobili
(astenospermia), fino ad arrestarsi completamente e la loro vita sarà piu breve. Potranno
inoltre presentare vistose malformazioni (tipicamente della testa in presenza di Chlamydia Tracomatis). Se inoltre coesiste un interessamento
infiammatorio o compressivo sui dotti eiaculatori, lo sperma oltre ad essere
quantitativamente
povero di spermatozoi (oligospermia), potrà essere ejaculato con poca forza in vagina,
con conseguente difficoltà nel superamento del muco cervicale femminile.
Leventuale interessamento infiammatorio delle vescicole seminali, naturalmente
renderà questi sintomi ancora più gravi ed evidenti. |