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Colloquio preliminare
Esame
fisico generale
Esplorazione rettale
Esami di laboratorio
Ecografia prostatica transrettale (TRUS)
TRUS e prostatiti acute
TRUS e prostatiti croniche
Esami radiologici
Cistoscopia
Abbiamo indicato vicino ad ognuno dei
paragrafi seguenti, un punteggio del tutto arbitrario, esprimente
secondo la nostra esperienza, la capacità diagnostica
dell'esame.
(valore
diagnostico 10)
E’ un momento fondamentale dell’approccio
al paziente prostatitico, il quale durante il colloquio, oltre a
fornire all’urologo informazioni specifiche sui suoi sintomi,
decide anche, più o meno consciamente, se affidarsi o meno al
medico che ha di fronte.
I sintomi sui quali investigare
sono quelli descritti nell’apposita sezione.
Consiglio ai medici che si occupano di patologia prostatitica, una
particolare pazienza in questo momento diagnostico.
I sintomi vanno richiesti più volte singolarmente ed
investigati a fondo. Nel nostro ambulatorio, il questionario
sintomatologico(vedi sotto), viene normalmente sottoposto al
paziente per due volte di seguito, da due sanitari
differenti. Ricordiamoci che il più delle volte davanti
a noi sta un uomo o un ragazzo sfiduciato o impaurito sia dalla
cronicità della malattia che dai molteplici precedenti
consulti, che si sono spesso risolti, dal suo punto di
vista, in un fallimento o addirittura in un tradimento.
Pertanto alcune volte tenderà a sottovalutare alcuni aspetti
della malattia per sopravvalutarne altri. A noi e alla nostra
esperienza sta equilibrare il valore delle risposte.
QUESTIONARIO SINTOMATOLOGICO
Validato nel 2002
nel XVII Congresso Europeo di
Urologia |
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MINZIONE |
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| Mi
alzo di notte |
mai |
1
volta |
2
volte |
più |
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| Di
giorno urino |
oltre le 3
ore |
ogni 2
ore |
meno di 2
ore |
ogni
ora |
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| L'urina esce |
forte |
con
difficoltà |
filiforme |
*** |
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| Il
flusso è |
regolare |
irregolare |
*** |
*** |
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| Sgocciolio |
assente |
presente
talvolta |
presente
sempre |
*** |
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| DOLORI |
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| Bruciore minzionale |
assente |
moderato |
rilevante |
*** |
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| Dolenzia perineo |
assente |
moderato |
rilevante |
*** |
|
| Dolenzia inguinale |
assente |
moderato |
rilevante |
*** |
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| Dolenzia scrotale |
assente |
moderato |
rilevante |
*** |
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| Dolenzia coccigea |
assente |
moderato |
rilevante |
*** |
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| Dolenzia sovrapubica |
assente |
moderato |
rilevante |
*** |
|
| Dolenzia altro |
assente |
moderato |
rilevante |
*** |
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| SESSO |
|
|
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| Desiderio sessuale |
conservato |
meno
25% |
meno
50% |
meno
75%-A |
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| Erezione |
conservata |
meno
25% |
meno
50% |
meno
75%-A |
|
| Tempo
di ejaculazione |
regolare |
meno
25% |
meno
50% |
precoce |
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| Caratteri Ejaculazione |
regolare |
ostacolata |
dolorosa |
assente |
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| Qualità ejaculato |
regolare |
scarso |
agglutinato |
ematico |
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| Forza
ejaculato |
regolare |
diminuita |
sgocciolante |
*** |
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(valore diagnostico 5)
Alcuni dei sintomi lamentati in corso di
prostatiti possono invece essere causati da altre patologie che devono pertanto essere attentamente ricercate
ed escluse.
Va perciò esclusa la presenza di:
- punta
d’ernia o ernie inguinali o crurali conclamate
che possono causare dolenzia inguinale o
sovrapubica;
- emorroidi,
fistole perianali o ragadi che possono causare dolenzia
o dolore anale o perineale;
- strappi
muscolari, talvolta nei giovani causa di pubalgie o
cruralgie;
- epididimite
o varicocele che possono causare pesantezza e dolenzia
testicolare.
- patologie
spinali acquisite (ernie discali, cisti ecc.)o congenite(spina
bifida),che possono causare i sintomi più vari a livello
perineale,penieno e sovrapubico
(valore diagnostico
7)
Non ritengo inutile
sottolineare che il dito esploratore debba essere inserito nel
retto con estrema delicatezza, onde non perdere, per una ben
comprensibile reazione del paziente, la possibilità di
percepire una contrattura patologica della
muscolatura degli elevatori dell’ano. Tale contrazione è
anche indirettamente ipotizzabile qualora si riscontri una
dolorabilità elettiva dei nervi pudendi a livello del
ligamento sacrospinale.
Da notare che l'irritazione dei nervi pudendi non è mai la
causa primitiva del dolore perineale, ma può essere
secondaria, sia alla contrazione cronica su base reattiva
infiammatoria della muscolatura perineale, che alla presenza di
ripetuti traumatismi cronici del perineo (sellino duro della
bicicletta, sella del cavallo, vibrazioni del motorino ecc.). In
ogni caso questo particolare stato, anche se secondario, va sempre
trattato.
Per motivi didattici
l’esplorazione del retto può essere divisa in inferiore
(studio dello sfintere rettale, dell’area emorroidaria e dei
muscoli del pavimento perineale), media (apice prostatico e corpo
della prostata) e superiore (base prostatica e vescicole
seminali).
La manovra può, previo apprendimento,
essere autoeseguita dal paziente stesso, potendone così trarre
autonomamente informazioni di andamento della malattia, in corso di
trattamento. Abbiamo inoltre potuto constatare che ciò, se
naturalmente non ha una valenza strettamente terapeutica, di solito
però comporta una diminuzione dell’ansia legata alla
malattia, facendo prendere coscienza al soggetto della
localizzazione del proprio organo malato e della sede di partenza
dei propri disturbi.
La prostata in corso di prostatiti può presentarsi sia
aumentata di volume e soffice, come nella fase di infiammazione
acuta, sia volumetricamente normale con consistenza regolare o
indurita. L’esame può generare una vivace dolenzia, che
si può irradiare alla punta del pene, soprattutto
nell’esplorazione della sua porzione infiammata.
L’esplorazione rettale deve anche naturalmente essere rivolta
ad escludere , soprattutto nei soggetti meno giovani e con
eventuale emospermia, la presenza di formazioni neoplastiche,
assolutamente indistinguibili, solo con la visita, da noduli
calcifici o di prostatite
granulomatosa. In tutti i casi dubbi pertanto, bisogna dosare nel
sangue il PSA (Prostatic Specific Antigen), che può aiutarci,
insieme alla bipsia prostatica multirandom, a dirimere il dubbio
diagnostico.
L’esplorazione va completata dalla palpazione delle vescicole
seminale per apprezzarne la loro consistenza, il loro volume e se
presente, la loro dolorabilità.
(valore diagnostico 10)
Quando abbiamo cominciato
ad occuparci di prostatiti, seguendo l’esempio di altri
Urologi, sottoponevamo i nostri pazienti al test dei quattro
bicchieri (Stamey 1968), cioè alla ricerca di cellule
infiammatorie ed agenti microbici nell’urina prima e dopo
massaggio prostatico.
Questo test, nonostante sia ancora molto usato, è stato da noi
abbandonato e sostituito dagli esami qui di seguito
elencati:
- Urinocoltura con
antibiogramma
- Spermiocoltura con antibiogramma per germi
comuni, miceti protozoi e batteri saprofiti, su terreni
all’uopo arricchiti.
- Amplificazione del DNA (con tecnica
PCR), di Chlamydia, Micoplasma,Gonococco,Herpes virus(HSV) e
Papilloma virus (HPV)su urine, sperma e tampone uretrale
dopo massaggio prostatico
- IGG e IGM per Chlamidia e Micoplasma e IGa
secretorie antiChlamydia.
Nel sospetto di infezione anche della partner,
richiediamo:
- Tampone vaginale con ricerca, coltura ed
eventuale antibiogramma per batteri comuni, miceti e protozoi,
e amplificazione del DNA di Chlamydia, Micoplasma,
Gonococco,Herpes virus e Papilloma virus. Da
notare che alcuni ceppi di HPV nella donna, possono essere
potenzialmente altamente
cancerogeni!
In presenza di sintomi della sfera
sessuale richiediamo una serie di esami ormonali
quali:
- Testosteronemia
totale
- Testosterone
libero
- DEHA e
DEHAS
- LH, FSH,
Prolattina
In presenza di sospette ipofertilità
richiediamo:
- Spermiogramma
- Test di penetrazione dei
nemaspermi
- Post Coital Test
(PCT)
(valore
diagnostico 10)
vedi vocabolario dei termini
ecografici
Lo studio ecografico del
paziente prostatitico è un momento fondamentale
dell’iter diagnostico e come vedremo, terapeutico, della
malattia. Ma tale studio deve essere eseguito nella giusta maniera
e con le adeguate apparecchiature. Il paziente va studiato a
vescica piena (ma non iperrepleta!) e per via transrettale, in una
fase basale e una fase c.d. dinamica, cioè durante la
minzione. Nella nostra esperienza preferiamo eseguire
l’indagine con il paziente in piedi, onde poi facilitare
l’esecuzione della minzione sotto visione ecografica
associandolo all'uroflussometria. A tale uopo la sonda ecografica
deve essere del tipo sottile della nuova generazione onde non
creare anomale compressioni sul collo vescicale. I piani di
esplorazione della prostata devono essere almeno due (sonda biplana
o multiplana) e la frequenza di vibrazione dei cristalli deve
essere compresa fra i 7 ed i 10 Mhz.
Solo con queste prerogative potremo avere la certezza di studiare
l’organo in maniera adeguata.
I patterns ecografici da prendere in considerazione
nella fase basale sono i
seguenti:
- Volume
della ghiandola
- Profilo
capsulare
- Ecogenicità del tessuto
ghiandolare
- Assenza
o presenza di formazioni
fibro-calcifiche
- Regolarità del decorso ed ecogenicità dei dotti
ejaculatori
- Calibro
delle vene del plesso
periprostatico
I patterns ecografici da prendere in
considerazione nella fase dinamica minzionale
(foto 2) sono i
seguenti:
- Profili
e riflettenza del pavimento vescicale
(trigono)
- Elasticità e morfologia del collo
vescicale
- Distensibilità dell’uretra
prostatica
- Profili
e riflettenza delle pareti dell’uretra
prostatica
- Profilo
e riflettenza del Veru
montanum
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