La
prostatite è stata chiamata il cestino dei rifiuti (wastebasket) dellignoranza
clinica (Stamey 1980), anche se è una malattia molto frequente; infatti seppur
non con l’incidenza ipotizzata nel passato(dal 35 al 50% degli uomini
secondo Drach e Barbalias), colpisce,secondo le statistiche Europee, il
5-10% degli uomini in età fertile o l' 8-9% secondo il National
Ambulatory Medical Care Survey. Ma l'importanza di questa patologia così
invalidante per coloro che la subiscono, comincia solo ora ad essere
oggetto di ricerche scientifiche approfondite, in quanto sia le Società
Farmaceutiche che gli Urologi sono stati più interessati a
studiare le patologie prostatiche cosiddette maggiori, cioè
lipertrofia benigna (IPB) ed il cancro. Specchio italiano di
tale realtà è stata la presentazione negli ultimi 4 Congressi Annuali
della Società Americana di Urologia (che fungono praticamente da Congresso Mondiale di
Urologia), di 4 soli Lavori Scientifici Italiani sulla prostatite e
infezioni urinarie, tutti esclusivamente presentati dal
nostro gruppo di lavoro della Clinica Urologica dell'Università di
Perugia (vedi in
Curriculum).
Poiché, invece,sia le ipotesi fisiopatogenetiche che le conseguenti scelte
terapeutiche di questa malattia, cominciano essere apprezzate e applicate da moltissimi
urologi in tutto il mondo, abbiamo pensato, anche spinti in ciò dalle richieste e
dallincoraggiamento di molti pazienti, di utilizzare il Web per farle conoscere
a tutti nella maniera più ampia possibile.
Premettiamo che mentre la maggior parte delle ipotesi che stanno alla base della malattia
sono tratte dalla letteratura scientifica internazionale e poi da noi verificate, i
percorsi terapeutici da noi seguiti non sono da tutti accettati, sia per discrepanze di
vedute, sia per la mancanza da parte di alcuni Ricercatori del know how
pratico-tecnologico per eseguirli (per esempio scarsa conoscenza della metodica
ecografica, scarsa capacità di eseguire terapie ecoguidate ecc.).
Ciononostante, tutto quello che esporremo potrà essere controllato e ripetuto da
qualsiasi Urologo in possesso delle conoscenze e capacità di base suesposte.
Se ciò avverrà e se nellambito di queste applicazioni, altri miglioreranno le
metodiche qui di seguito esposte, saremo ben felici di rivedere, correggere e ampliare le
nostre conoscenze.
Inoltre se qualche altro specialista della materia che avesse ottenuto buoni risultati,
non ancora pubblicati su riviste specializzate o sul Web, si volesse mettere in contatto, sarà per noi un
onore ed un piacere migliorare la nostra capacità di risoluzione di un problema così
pressante e così invalidante per milioni di uomini.
E infatti così frustrante essere ammalati di qualche cosa di così reale, con sintomi
così presenti e così eziopatologicamente spiegabili ed essere invece trattati come
malati immaginari o nella migliore delle ipotesi come malati il cui consiglio
terapeutico più comune sia quello di non pensarci, tanto non cè niente da
fare.
Ora, tutto ciò premesso, andiamo a conoscere più da vicino questo nostro organo e le
cause che possono provocarne le sue malattie.
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