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La
prostatite è stata chiamata il cestino
dei rifiuti (wastebasket)
dell’ignoranza clinica (Stamey 1980),
anche se è una malattia molto frequente;
infatti seppur non con
l’incidenza ipotizzata nel passato(dal
35 al 50% degli uomini secondo Drach e
Barbalias), colpisce,secondo le statistiche
Europee, il 5-10% degli uomini in età
fertile o l' 8-9% secondo il National
Ambulatory Medical Care Survey (USA).
Ma l'importanza di questa patologia così
invalidante per coloro che la subiscono,
comincia solo ora ad essere oggetto di
ricerche scientifiche approfondite, in quanto
sia le Società Farmaceutiche che gli
Urologi sono stati più interessati a
studiare le patologie prostatiche cosiddette
maggiori, cioè l’ipertrofia
benigna (IPB) ed il cancro.
Tutto quello che noi esporremo in questo sito
è scientificamente conforme a tutte le
conoscenze più moderne sulla prostatite
o meglio su quella oggi chiamata in maniera
più precisa sindrome cronica
dolorosa del pavimento pelvico o CPPS
(Chronic Pelvic Pain
Syndrome).
Riteniamo, forse immodestamente, di far parte
della pattuglia di urologi che a livello
mondiale più si interessa attualmente a
questa malattia. Tuttavia se qualche altro
specialista della materia che avesse ottenuto
buoni risultati, non ancora pubblicati su
riviste specializzate o sul Web, si volesse
mettere in contatto, sarà per noi un
onore ed un piacere migliorare la nostra
capacità di risoluzione di un problema
così pressante e così invalidante
per milioni di uomini.
E’ infatti così frustrante essere
ammalati di qualche cosa di così reale,
con sintomi così presenti e così
eziopatologicamente spiegabili ed essere
invece trattati come “malati
immaginari” o nella migliore delle
ipotesi come malati il cui consiglio
terapeutico più comune è quello
“di non pensarci, tanto non
c’è niente da fare”.
Le cause che sono alla base di questa
terribile sindrome (l'aggettivo terribile
potrebbe sembrare esagerato ma in alcuni
pazienti è invece una spaventosa
realtà quotidiana) sono, nel passato,
state ricercate esclusivamente con una
visione prostatocentrica cioè con
riferimento esclusivo alla ghiandola
prostatica e a sue infezioni più o meno
evidenti. Con il passare degli anni invece,
pur continuando a ritenere un'iniziale
infezione prostatica, come probabile causa
iniziale del problema, ci si sta sempre
più convincendo che il ripetuto
rilevamento di eventuali batteri (di solito
enterobatteri) nello sperma o nelle urine,
sia più ormai una conseguenza che la
causa della sindrome cronica dolorosa del
pavimento pelvico (cosiddetta CPPS). E sempre
di più ci si rende conto che i sintomi
manifestati dai pazienti non partono
direttamente da un focus prostatico, ma quasi
sempre sono attribuibili a patologie
spastiche della muscolatura del pavimento
perineale con coinvolgimento infiammatorio
reattivo dei nervi pudendi.
Ora, tutto ciò premesso, andiamo a
conoscere più da vicino questa
misteriosa prostata e le strutture anatomiche
del pavimento perineale coinvolte nella
sindrome dolorosa cronica.
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