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Carlo Zuccari

La prostatite è stata chiamata il cestino dei rifiuti (wastebasket) dell’ignoranza clinica (Stamey 1980), anche se è una malattia molto frequente; infatti seppur non con l’incidenza ipotizzata nel passato(dal 35 al 50% degli uomini secondo Drach e Barbalias), colpisce,secondo le statistiche Europee, il 5-10% degli uomini in età fertile  o l' 8-9% secondo il National Ambulatory Medical Care Survey. Ma l'importanza di questa patologia così invalidante per coloro che la subiscono, comincia solo ora ad essere oggetto di ricerche scientifiche approfondite, in quanto sia le Società Farmaceutiche che gli Urologi sono stati più interessati a studiare le patologie prostatiche cosiddette maggiori, cioè l’ipertrofia benigna (IPB) ed il cancro. Specchio italiano di tale realtà è stata la presentazione negli ultimi 4 Congressi Annuali della Società Americana di Urologia (che fungono praticamente da Congresso Mondiale di Urologia), di 4 soli Lavori Scientifici Italiani sulla prostatite e infezioni urinarie, tutti esclusivamente presentati dal nostro gruppo di lavoro della Clinica Urologica dell'Università di Perugia (vedi in Curriculum).

Poiché, invece,sia le ipotesi fisiopatogenetiche che le conseguenti scelte terapeutiche di questa malattia, cominciano essere apprezzate e applicate da moltissimi urologi in tutto il mondo, abbiamo pensato, anche spinti in ciò dalle richieste e dall’incoraggiamento di molti pazienti, di utilizzare il Web per farle conoscere a tutti nella maniera più ampia possibile.
Premettiamo che mentre la maggior parte delle ipotesi che stanno alla base della malattia sono tratte dalla letteratura scientifica internazionale e poi da noi verificate, i percorsi terapeutici da noi seguiti non sono da tutti accettati, sia per discrepanze di vedute, sia per la mancanza da parte di alcuni Ricercatori del know how pratico-tecnologico per eseguirli (per esempio scarsa conoscenza della metodica ecografica, scarsa capacità di eseguire terapie ecoguidate ecc.).
Ciononostante, tutto quello che esporremo potrà essere controllato e ripetuto da qualsiasi Urologo in possesso delle conoscenze e capacità di base suesposte.
Se ciò avverrà e se nell’ambito di queste applicazioni, altri miglioreranno le metodiche qui di seguito esposte, saremo ben felici di rivedere, correggere e ampliare le nostre conoscenze.
Inoltre se qualche altro specialista della materia che avesse ottenuto buoni risultati, non ancora pubblicati su riviste specializzate o sul Web, si volesse mettere in contatto, sarà per noi un onore ed un piacere migliorare la nostra capacità di risoluzione di un problema così pressante e così invalidante per milioni di uomini.
E’ infatti così frustrante essere ammalati di qualche cosa di così reale, con sintomi così presenti e così eziopatologicamente spiegabili ed essere invece trattati come “malati immaginari” o nella migliore delle ipotesi come malati il cui consiglio terapeutico più comune sia quello “di non pensarci, tanto non c’è niente da fare”.
Ora, tutto ciò premesso, andiamo a conoscere più da vicino questo nostro organo e le cause che possono provocarne le sue malattie.

ULTIMO AGGIORNAMENTO: 03.13.2007

 

Prof. Dott. Federico Guercini MD
Specialista in Urologia